Scrivimi Ancora

domenica 23 novembre 2014
Scrivimi Ancora a.k.a. #ScrivimiAncora (Love, Rosie) è un film del 2014 diretto da Christian Ditter (French for Beginners; Kebab for Breakfast) con Lily Collins (Biancaneve; Shadowhunters - Città di Ossa) e Sam Claflin (Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare; Hunger Games: La ragazza di fuoco). E' tratto dal romanzo di Cecelia Ahern Where rainbows ends, già nota al grande pubblico per P.S. I Love You.

La storia segue le vite di Rosie ed Alex, grandi amici sin dall'infanzia. Durante i festeggiamenti per il suo diciottesimo compleanno, Rosie si ubriaca e bacia Alex, dimenticandosene completamente il mattino successivo. Il ragazzo, credendo erroneamente che lei voglia solo far finta che non sia accaduto, si fa' avanti con una popolare ragazza della loro scuola, Bethany, portandola al ballo al posto di Rosie. Quest'ultima, allo stesso modo, per ripicca invita Greg, un belloccio tutto muscoli e niente cervello che le fa' il filo. Con lui deciderà di perdere la verginità quella sera stessa, trovandosi, tuttavia, in una situazione ai limiti dell'assurdo.
Alla fine, nel disperato tentativo di lasciarsi tutto alle spalle, Rosie ed Alex iniziano a progettare di lasciare Dublino alla volta di Boston, dove entrambi potranno frequentare il college. E sarà proprio il giorno in cui Rosie riceverà la lettera di accettazione dall'univesrità, che qualcosa di inaspettato sconvolgerà completamente la sua vita, forse per sempre...

Le riprese sono iniziate nel Maggio 2013 a Toronto, per poi spostarsi a Dublino.
Il film è stato distribuito nel Regno Unito il 22 Ottobre 2014, mentre in Italia, dopo essere stato presentato in anteprima al Festival Internazionale del Film di Roma, è stato rilasciato il 30 Ottobre.

Siete già andati a vedere Scrivimi Ancora? No?
Bè, allora cosa ci fate ancora qui, sbrigatevi!
Volete che vi dica di più? Cosa lo rende un film da non perdere?
Molte cose, secondo me. Ma partiamo con ordine: la storia è piuttosto semplice e canonica, non si può dire il contrario, con due protagonisti amici sin dall'infanzia che non hanno il coraggio di confessarsi i reciproci sentimenti, temendo di rovinare irrimediabilmente il loro rapporto. Eppure c'è di più, un retrogusto speziato che rende questa una commedia sentimentale diversa, una spanna più in alto rispetto alle altre.
E' spassosa l'ironia usata per dipingere i rapporti che si instaurano tra i vari personaggi e quando ho scoperto che il regista ha diretto anche la serie tedesca Kebab for Breakfast, ho stabilito che nelle atmosfere me la ricordava davvero molto - una serie molto carina e divertente, che vi consiglio nel caso non l'abbiate mai vista. Viene sempre mantenuto un buon equilibrio tra commedia e romanticismo, facendo sì che anche nei momenti più intensi non si rischi di far salire alle stelle i livelli di diabete. La narrazione, inoltre, segue un ritmo altalenante che mantiene sempre desta l'attenzione dello spettatore.
Scrivimi Ancora è una storia che parla di scelte e delle conseguenze che queste possono avere sulla nostra vita, nel bene e nel male. Oserei dire anche del coraggio che queste scelte necessitano e dei motivi che ci spingono a nasconderci, a vivere una vita che ci rende infelici quando sarebbe stato così semplice allungare la mano e afferrare ciò che realmente desideravamo. Inutile dire che avrei preso a calci nel sedere i protagonisti per più della metà del tempo, che ci volete fare - sono un tipo alquanto passionale. In effetti, i due protagonisti dimostrano una certa ingenuità di fondo che, se da un lato mi ha terribilmente urtato il sistema nervoso, dall'altro devo ammettere risulti molto verosimile. Per quanto certe faccende, forse, avrebbero potuto essere risolte più velocemente e con meno complicazioni - ma soprattutto senza rischiare un mio ricovero immediato nel reparto psichiatrico dell'ospedale più vicino.
I due attori protagonisti sono assolutamente perfetti insieme, si avverte sul serio la chimica e il trasporto emotivo, sintomo del loro impegno nell'interpretare al meglio i rispettivi ruoli - credo di essermi definitivamente innamorata di Sam Claflin in questo film. Plaudo soprattutto all'interpretazione di Lily Collins, non tanto perché pensi sia più brava del collega, ma perché la sua Rosie è così adorabile da rendere impossibile a chiunque non affezionarsi. Così vera in tutte le sue incertezze, nei suoi sbagli, nei suoi sorrisi e nei suoi pianti; una donna in cui potersi immedesimare, da poter comprendere e di cui prendere le parti.
Perfetti anche i personaggi secondari, chi divertente e chi odioso - per esempio, giusto per fare un nome a caso, Bathany, a cui ho augurato con tutto il cuore di essere investita da un camion.
Dite che esagero?
Aspettate di conoscerla, e poi vedremo se non la odierete almeno la metà di quanto l'ho odiata io.
Oltre a ciò, all'intera storia fa' da sottofondo un revival dei grandi successi musicali degli ultimi dieci-quindici anni, che sicuramente renderà felici tutti i nostalgici.
In conclusione, per non tirarla troppo per le lunghe, è un film che vi consiglio di tutto cuore: a chi ama le commedie romantiche, ma anche no, perché storia che si adatta perfettamente ad ogni palato - per esempio, è piaciuta anche ad una mia amica che in generale le detesta. Quindi non perdete altro tempo e fatemi sapere cosa ne pensate, o condividete con me la vostra opinione nel caso l'abbiate già visto!

Buona Visione!

Tatiana & Alexander

giovedì 13 novembre 2014
Tatiana & Alexander (The Bridge to Holy Cross) è un romanzo del 2003 di Paullina Simmons, edito da HarperCollins. In Italia, il libro è stato prima pubblicato dalla Sonzogno, e successivamente in edizione tascabile dalla BUR. E' il sequel de Il Cavaliere d'Inverno.

Avvertenze: Trattandosi, come già detto, di un sequel, dovrò dare per scontato che chiunque si appresti a leggere questo post abbia quantomeno letto Il Cavaliere d'Inverno. In caso contrario, statene alla larga se volete evitare spoiler - e andate immediatamente a rimediare leggendo il precedente! Lettore avvisato, mezzo salvato.

La storia riprende precisamente dall'epilogo de Il Cavaliere d'Inverno: Tatiana, dopo un viaggio terribile, è finalmente riuscita a raggiungere l'America e a partorire il suo bambino, Anthony. La vita e le persone, benché rinchiusa in una stanza dell'ospedale di Ellis Island, le appaiono così diverse da spaesarla, e la gioia viene offuscata dalla sofferenza per la perdita recente di suo marito, Alexander.
Eppure Alexander è vivo, prigioniero in quella stessa Unione Sovietica dalla quale tanto a lungo aveva tentato di fuggire. Convincere Tatiana della sua morte era stato l'ultimo sacrificio compiuto in nome del suo amore per lei e per quel figlio che, probabilmente, non potrà mai vedere. Ormai senza speranza alcuna, Alexander non rinuncia però a lottare e la situazione prende una piega decisamente inaspettata...

E' difficile esprimere un giudizio quando un libro si è impresso così profondamente dentro di me, come è stato per Il Cavaliere d'Inverno. Ben pochi sono stati i romanzi che nella mia vita mi hanno scatenato simili sensazioni, una sorta di malessere, misto ad eccitamento, con appena un pizzico di malinconia. Tatiana e Alexander sono due personaggi che, nel bene o nel male, non si riesce a dimenticare, così come la loro storia. Mi ci è voluto del tempo per riuscire a leggere questo secondo capitolo, sia perché il primo mi aveva lasciata devastata, che perché volevo assolutamente che nel momento in cui l'avessi iniziato non dovessi preoccuparmi d'altro se non di portarlo a termine. Ci è voluto del tempo, come dicevo, perché la vita è corsa frenetica, anche troppo, e gli impegni che si accavallavano l'uno sull'altro mi hanno costretta troppo a lungo lontano, ben due anni. In compenso, posso dire che quando l'ho finalmente avuto tra le mani ed ho cominciato a leggerlo, me lo sono goduta dalla prima lettera all'ultimo punto.
Se ne Il Cavaliere d'Inverno ogni avvenimento, ogni respiro, ogni gesto compiuto dai personaggi era amplificato e reso quasi isterico dalla guerra, in Tatiana & Alexander le cose sono alquanto diverse: da un lato abbiamo Tatiana, sana e salva in America, dedita alla cura del figlio e vittima di una cupa depressione a causa della perdita del suo unico amore, la cui vita scivola lenta come melassa e povera, almeno inizialmente, di avvenimenti particolarmente rilevanti; dall'altro Alexander che, preda della polizia segreta sovietica, si divide tra l'inferno del suo presente e quello del suo passato. Ho molto apprezzato come l'autrice abbia dedicato molto di questo libro ad Alexander, a farci scoprire il suo tragico passato, da quando era appena un bambino fino all'incontro con Tatiana, di cui vengono ritratteggiati i momenti salienti.
Oltre a ciò, mi è molto piaciuto conoscere nei dettagli la vicenda dei suoi genitori, Harold e Jane, della loro utopia disillusa - ricordo una frase da Il Cavaliere d'Inverno, che mi pare venga utilizzata anche qui, che recitava all'incirca "Era di moda tra le famiglie benestanti professarsi comunisti". E' una scelta importante quella compiuta dai coniugi Barrington, abbandonare la propria terra, tutti gli agi, gli amici per seguire fino in fondo il proprio ideale. Da un certo punto di vista, sono anche da ammirare, perché non molti avrebbero avuto lo stesso coraggio. D'altra parte, c'è la dura realtà con cui si trovano a convivere in Unione Sovietica, il sospetto che cala su di loro come la scure affilata di un boia. E quando Jane, in un ultimo e disperato tentativo, tenta inutilmente di salvare la vita del figlio, la loro condanna a morte viene definitivamente siglata. Non ci saranno addii, né processi, la loro pena viene decisa in maniera arbitraria, senza che nulla possa essere fatto. Ed su un treno diretto ad un campo di prigionia, che Alexander trova la sua via di fuga, quella che lo condurrà a cambiare la sua identità, a conoscere Dimitri, a progettare la sua fuga attraverso la Finlandia, a Dasha, alla guerra e, infine, a Tatiana. La piccola e ingenua ragazzina che, col suo amore primo amore, aveva salvato l'anima dannata di un povero soldato.
"Un giorno ci incontreremo a Lvov, io e il mio amore..."
Parallelamente alle vicende di Alexander, che ci condurranno nella guerra contro i tedeschi e ad inaspettati incontri, seguiamo quelle Americane di Tatiana. In principio i capitoli a lei dedicati sono molto brevi e piuttosto distanziati nel tempo, a simboleggiare, secondo me, come il dolore possa portare una persona a cristallizzarsi nel tempo. C'è però una parte di lei, una vocina che la incita a vivere, a non rendere vano il sacrificio di Alexander. Ciò non la risparmia però da un perenne senso di colpa e dal bisogno di cercare il viso di Alexander in quello di ogni uomo incontrato per strada, cosa che la condurrà a situazioni decisamente poco piacevoli. Finché un giorno, all'improvviso, una scoperta le illumina la mente e il cuore, instillando in lei il  dubbio: e se Alexander non fosse morto davvero?
Il ritmo della narrazione è incalzante, non l'ho trovato mai noioso o troppo veloce, tutto è stato trattato col giusto riguardo ed i giusti tempi. Anche i momenti in cui si ripercorrono alcune tappe fondamentali de Il Cavaliere d'Inverno, al contrario di alcuni pareri che ho potuto leggere, non sono stati ripetitivi, ma erano anzi necessari a concludere l'arco della vita di Alexander. Ammetto che qui non si raggiungono i picchi di intensità - per non dire cupa disperazione - che venivano toccati ne Il Cavaliere, ma il livello di tensione resta sempre molto alto nel lettore. Oltretutto, bisogna dire che la Simmons, al contrario di molti altri, è una che sa scrivere e scrivere bene.
Sono stata ben contenta dell'inserimento dei nuovi personaggi, in particolar modo quelli newyorkesi, ma anche i russi non se la sono cavati male - vi ho già accennato al sorprendente incontro che Alexander farà una volta superato il ponte di Santa Croce?
Ovviamente, non mancano gli antagonisti, ed uno in particolare che non avevo visto neanche arrivare, nonostante, col senno di poi, debba ammettere di essere stata molto ingenua a non sospettarne prima. Ed inoltre, ci saranno dei cameo di alcuni personaggi già visti e conosciuti, tra cui il colonnello Stepanov, che ho davvero apprezzato tantissimo.
La crescita compiuta dai due protagonisti è assolutamente verosimile: è evidente che l'autrice abbia cercato di mantenere una certa coerenza, per quanto le circostanze abbiano reso inevitabile il cambiamento. In particolar modo nel finale, di cui non voglio anticiparvi nulla, l'impatto che questi eventi drammatici hanno avuto sulla loro psiche si manifesteranno in maniera evidente, attraverso atteggiamenti più duri, più spietati, più aggressivi. Ma di certo, nessuno si aspetterebbe mai che da simili esperienze se ne esca senza neanche una cicatrice.
Insomma, Tatiana & Alexander è un libro che vi consiglio di tutto cuore, nella speranza che possiate amarlo almeno la metà di quanto l'ho amato io - ovviamente, è consigliata la lettura de Il Cavaliere d'Inverno e Tatiana & Alexander in questo ordine, essendo i due, a mio parere, praticamente indivisibili. Non credo ci sia molto altro da aggiungere, se non che sono sicura che non ve ne pentirete, perché sono libri che difficilmente non vi toccheranno l'anima. Oltretutto, l'ambientazione storica è molto accurata, nel caso qualcuno se ne preoccupasse, e mi risulta che anche gli avvenimenti citati siano piuttosto attendibili. Non lasciatevi spaventare dalla mole di pagine e date a questa perla una possibilità.

Buona lettura!

N. Y. Komachi

martedì 4 novembre 2014

N. Y. Komachi è un manga del 1986 di Waki Yamato, già nota in Italia per Una ragazza alla moda.

La storia è ambientata durante l'epoca Meiji, in una delle prime fasi di modernizzazione del Giappone. Shino è una ragazza di circa sedici anni che, fino a quel momento, è vissuta in tutto e per tutto come un uomo, essendo lei l'unica erede della scuola di arti marziali della famiglia Konohana. Tuttavia, quando dal secondo matrimonio del padre nasce inaspettatamente un maschio, a Shino viene imposto di ritornare a quella che sarebbe dovuta essere la sua condizione naturale di donna e perdere allo stesso tempo tutti i privilegi di cui aveva goduto fino a quel momento.
Ovviamente, la ragazza si dimostra tutt'altro che ben disposta e decide, anche a seguito di una inaspettata proposta di matrimonio, di scappare di casa. Il suo sogno è quello di recarsi a New York, l'unico posto in cui le sembra possibile di poter vivere in piena libertà, almeno secondo ciò che le racconta uno sconosciuto straniero. Durante la fuga, però, qualcosa va storto e la giovane Shino si ritrova sull'isola di Ezo, dove gli occidentali stanno aiutando i giapponesi a ripopolare il luogo e ad apprendere nuove tecniche di coltivazione. Qui incontra un inglese che le promette di portarla a New York, a patto che riesca a diventare una perfetta Lady. Shino accetta la sfida, anche se le cose si riveleranno molto meno semplici di quanto avesse immaginato. Oltre a ciò, si troverà nuovamente faccia a faccia con lo straniero che le aveva parlato di New York...


In Giappone il manga è stato edito dalla Kodansha, serializzato sulla rivista Shoujo Friend.
In Italia la pubblicazione è iniziata nel Settembre 2010, ad opera della GP Publishing, in una edizione da fumetteria con sovraccoperta.
Il manga è concluso in otto volumi.

Avevo già ampiamente apprezzato Waki Yamato nella sua opera precedente, Una ragazza alla moda - di cui spero di parlarvi, quando avrò l'occasione di rileggerla -, e devo dire che con questa non smentisce affatto la sua bravura. Premesso che, per il mio personalissimo gusto, la storia di N. Y. Komachi è leggermente inferiore, rimane comunque un manga godile, un must have per tutti gli appassionati di shoujo.
L'intreccio è gestito bene, con situazioni brillanti e, spesso, ai limiti dell'assurdo. I protagonisti sono tutti ben caratterizzati, mentre i personaggi secondari sono, forse, a volte trattati con un po' di superficialità - simpaticissimo il personaggio del gatto Poteji, con il suo Happy Come On!
Per quel che riguarda la storia d'amore, mi dispiace dirlo, ma per me tocchiamo un tasto dolente. Dire che in più di un punto avrei preso a bastonate Daniel Irving è un eufemismo, non so davvero perché questa mangaka abbia la tendenza a dipingere i suoi protagonisti come anime candide predisposte al martirio. Già in una ragazza alla moda, come ben saprà chi l'ha letto, si arriva ad una esasperazione unica, ma qui si esagera! Sul serio, a volte Daniel mi sembrava proprio un deficiente, come diamine si fa' a comportarsi in un modo del genere?!
Mi scuseranno coloro che lo hanno amato, ma davvero io non lo potevo digerire in certi frangenti! C'è da dire, però, che anche Daniel ha i suoi momenti, pochi ma buoni.
Completamente diverso è invece il personaggio di Saburo, molto più deciso e autoritario. Di certo, alla fine dei conti lui non sarebbe comunque stato la scelta migliore per Shino, che avrebbe tentato di "domare" secondo le usanze maschiliste dell'epoca, con ben scarsi risultati. Quindi, alla fine dei conti, la scelta condotta dall'autrice è stata ben ponderata e anche moderna, rispetto ai tempi di cui si prestava a raccontare.
La narrazione presenta un po' di alti e bassi, soprattutto perché, all'incirca dopo il quarto o quinto volume, la storia poteva dirsi bella finita, mentre la Yamato ha deciso di allungare ulteriormente il brodo con varie complicazioni per la coppia protagonista - che poi sono quelle chi mi hanno reso Daniel insopportabile! Riacquista di valore e brio nell'ultimo volume, con l'inserimento di un nuovo, piccolo personaggio, ed un finale che mi ha persino un po' commossa.
Interessante è anche l'aspetto storico-sociale del manga, sia per l'accenno ai molti uffici amministrativi che vennero creati in Giappone per far fronte alla nuova presenza straniera, sia per constatare quanto l'atteggiamento di queste due culture non fosse, purtroppo, sempre quello di comprensione reciproca, soprattutto per quel che riguarda le coppie miste.
Il tratto dell'autrice è quello tipico degli anni '70: piacevole, morbido e anche ricco, quando si tratta di disegnare i vari abiti e acconciature di Shino - a me piace moltissimo!
Piccolo appunto all'edizione italiana che, non so se sia stato perché a me è capitata una copia fallata, ha cominciato a perdere le pagine in un volume, cosa che non mi era mai accaduta con nessun albo!
Detto ciò, non posso far altro che consigliarvi questo fumetto, perché divertente e intelligente, romantico senza mai esagerare, con una protagonista tutto pepe che ve ne farà passare delle belle!

Buona Lettura!

Colpa delle Stelle

Colpa delle Stelle (The Fault in our Stars) è un film del 2014, tratto dall'omonimo romanzo di John Green.
Tra gli attori troviamo Shailen Woodley, Ansel Elgort, Laura Dern, Nat Wolff, Sam Trammel e Willem Dafoe.

Hazel Grace Lancaster (Shailen Woodley) è una ragazza malata di cancro terminale alla tiroide con metastasi ai polmoni, viva grazie ad un farmaco sperimentale che pare abbia fatto effetto solo su di lei. Spinta dalla madre che la crede depressa, Hazel inizia a frequentare un gruppo di supporto nella Chiesa della sua città. Qui conosce Augustus (Ansel Elgort), sopravvissuto ad un osteosarcoma e in fase di remissione.
Tra i due si crea immediatamente un'intesa, anche se in un primo momento Hazel tenterà di frenare il trasporto che Augustus prova nei suoi confronti. Durante un viaggio ad Amsterdam, tuttavia, una serie di eventi porteranno la giovane a riflettere e a prendere la decisione più giusta per la sua felicità.

La maggior parte delle riprese si sono svolte nella zona di Pittsburgh, Pennsylvania, dal 26 Agosto 2013 fino al 10 Ottobre dello stesso anno. Da lì la produzione si è spostata ad Amsterdam, dove le riprese sono iniziate il 14 Ottobre e finite il 16.

La premier si è svolta a New York il 2 Giugno 2014, mentre il film è stato rilasciato nelle sale statunitensi il 6, primo posto al boxoffice durante il weekend con un incasso di $48'002'573.

In Italia la pellicola è stata presentata in anteprima nazionale il 31 Agosto 2014, mentre l'uscita è avvenuta il 4 Settembre.

E poiché io arrivo sempre per ultima, eccomi qui a parlarvi del film Colpa delle Stelle.
Ora, immagino che la maggior parte di coloro che leggeranno, con tutto il bombardamento mediatico di cui sono stati oggetto, ne avranno più che abbastanza, ma sono sicura che la mia opinione in merito non possa aggravare la situazione.
Ebbene, io ho visto questo film due volte, la prima in lingua originale e la seconda in italiano. In realtà, a differenza di molti altri, io non avevo mai letto il libro, ma da brava pecorella, presa dalla curiosità, ho deciso di guardare il film e non ne sono rimasta delusa.
Ho letto e ascoltato molte critiche sul web, rivolte principalmente al fatto che con la tematica scelta, l'autore non volesse far altro che puntare alla facile commozione del pubblico. Non che in parte non sia d'accordo, ma credo anche che sia difficile trattare di una malattia come il cancro e aspettarsi qualcosa di molto diverso - chissà cosa poi si aspettassero, non lo saprei dire.
Personalmente, ho trovato che tutto sia stato gestito molto rispettosamente, anche con una certa dose di humor e cinismo, e con dei personaggi, soprattutto quello di Augustus, decisamente carismatici. Mi è piaciuto il modo in cui viene affrontata la storia d'amore tra i due protagonisti, non con un accento esclusivamente drammatico, ma come la maniera grazie alla quale i due ragazzi riescono a riscoprirsi, non più solo come malati, a ritrovare sé stessi in quanto persone. E' principalmente Gus ad aiutare Hazel in questo percorso, fatto di sorrisi rinati, ma anche di delusioni, di speranze disattese, di inevitabile sofferenza, perché, come ci viene più volte detto, quest'ultima non va evitata, piuttosto necessita di essere sentita.
Ammetto di aver trovato la parte finale, dopo il viaggio ad Amsterdam, molto toccante, anche se non ho mai pianto. Mi è molto piaciuto il personaggio dell'amico di Gus, di cui adesso ovviamente non ricordo il nome, protagonista di alcune tra le scene più divertenti. Anche il finale, che non era affatto quello che mi aspettavo quando ho cominciato la visione, devo dire che mi ha decisamente soddisfatta. Willem Dafoe interpreta qui un personaggio estremamente controverso, odioso quasi sotto ogni punto di vista, se non per quello più importante e che alla fine induce chiunque a giustificarlo almeno un po'. Ed è proprio lui, alla fine, a portare il sollievo sperato, facendosi per una volta messaggero di parole non sue.
Insomma, direi che, a conti fatti, il mio giudizio su Colpa delle Stelle è del tutto positivo. Tuttavia, non si tratta probabilmente di un film che consiglierei a chiunque indiscriminatamente, piuttosto a chi come me cerca qualcosa di romantico, ma che abbia spessore, un film in cui, nonostante tutti i dolori patiti, al termine si riesce comunque a trovare un pizzico di speranza.

Buona Visione!

Febbre da Drama (Parte Due)

domenica 2 novembre 2014
Invincible Lee Pyung Kang
Trasmesso nel 2009 dalla rete KBS2, è composto da 16 episodi. Nel cast troviamo Nam Sang Mi, Ji Hyun Woo (già visto in Queen In Hyun's man qui) e Seo Do Young.

La trama si dipana su due linee temporali, una nel passato, con protagonisti una principessa senza regno e un povero imbroglione, e una nel presente, dove vediamo un giovane ricco arrogante ed una ragazza che tenta in ogni modo di realizzare il sogno del padre defunto. Questi due, Woo Ohn Dal e Lee Pyung Kang, non sono altro che le reincarnazioni della principessa e del'imbroglione, destinati ad incontrarsi in ogni loro vita.
Così seguiamo le loro vicende tra passato e presente, tra regni da salvare ed un amore che merita finalmente di avere un lieto fine.

Una commedia sentimentale, a tratti piuttosto demenziale, che è stato davvero un piacere guardare. Soprattutto per quanto riguarda Ji Hyun Woo, la cui interpretazione estremamente diversa da quella in Queen In Hyun's Man mi ha quasi fatto credere si trattasse di un'altra persona.
Ma tornando al Drama, direi che è assolutamente consigliato a chi cerca qualcosa di leggero, ma non per questo stupido. Una trama frizzante, con complotti da sventare, folli personaggi ed una storia d'amore piuttosto bizzarra rispetto a quelle che siamo abituati a vedere.
Personalmente, ho amato in modo particolare la parte della storia ambientata nel passato, molto spassosa, con il rapporto che si instaura tra la principessa Pyung Kang e Ohn Dal, divenuto suo malgrado generale dell'esercito del regno. Di certo, non un compito facile per un codardo come lui.

Goong
Drama del 2006, trasmesso dalla MBC in 24 episodi + uno speciale. Tra gli attori troviamo Yoon Eun Hye (già vista in Coffee Prince qui), Joo Ji Hoon, Kim Jung Hoon, Song Ji Hyo.

La storia è ambientata in una fittizia Corea unita e governata da una monarchia costituzionale. Il principe ereditario Lee Shin, a causa di una serie di eventi, è costretto dalla famiglia a sposarsi. Tuttavia, quando la ragazza che ama rifiuta la sua proposta, la sua scelta ricade sulla fanciulla alla quale, per un giuramento fatto da suo nonno, è promesso fin dalla nascita.
Shin Chae Kyung è una ragazza normale, un po' pasticciona e assolutamente inadatta a diventare una principessa. Eppure destino vuole che sia proprio lei la la promessa sposa del principe, nozze che si ritroverà costretta ad accettare a seguito di un grave debito economico contratto dalla sua famiglia.
A questo aggiungiamo il principe Lee Yul, figlio del precedente sovrano, tornato improvvisamente dopo quattordici anni di esilio volontario assieme alla madre in Inghilterra. Ed infine, a conclusione di questo intricatissimo quadrangolo, Min Hyo Rin, fidanzata del principe ereditario Shin e promettente ballerina, che, nonostante l'iniziale rifiuto, deciderà di non arrendersi di fronte al matrimonio con Chae Kyung.
La situazione si complica ulteriormente quando a palazzo si insinua anche la madre di Yul, la quale ha un piano ben preciso per riappropriarsi di ciò che crede la famiglia reale abbia ingiustamente strappato a lei a al figlio...

Come sempre sono una vera frana a riassumere le trame, ma abbiate pazienza.
Goong è un Drama che all'epoca della sua messa in onda ebbe un grandissimo successo in Corea, a mio parere più che meritato. Certo, la trama ha decisamente un'impronta adolescenziale e magari certi twist erano perfettamente prevedibili, ma non posso farci niente se la storia di Shin e Chae Kyung ha scatenato il lato bimbaminkia che è in me come poche altre. Ovviamente nel senso più affettuoso del termine, s'intende!
Ho letto diversi commenti che lo definivano un passaggio obbligatorio per ogni doramista che si rispetti, e non potrei essere più d'accordo, perché complice anche l'ambientazione, tutto assume una connotazione molto originale rispetto al solito. Giovani ragazzi che si trovano a dover affrontare situazioni ben oltre le loro capacità: ogni parola, ogni gesto da loro compiuto viene amplificato e distorto a causa del loro ruolo spicco da loro ricoperto; ogni singolo scabroso dettaglio della loro vita privata dato in pasto ai media. Le cose non potrebbero andar peggio, insomma!
Il tutto reso ancora più intricato da un complesso intreccio amoroso, che riguarda non solo i giovani protagonisti, ma anche gli adulti, con una antagonista così odiosa che l'avrei volentieri presa a martellate sulle gengive per gran parte del tempo. Però, nonostante tutto, Shin e Chae Kyung trovano comunque la forza di crescere, di lottare e andare avanti. Mi è piaciuta soprattutto l'evoluzione del personaggio del principe Shin, che ho apprezzato sempre più ad ogni puntata - per chi l'avesse visto: quanto mi è piaciuta la scena dell'intervista, Aaaah!
Di tutt'altra pasta il principe Yul, che ho trovavo piacevole all'inizio, ma che col tempo si è rivelato sempre più lagnoso. Anche Chae Kyung trovo perda un po' di verve nelle puntate finali, mentre Hyo Rin, che volete da me, non l'ho mai digerita.
Il Drama, in generale, parte con i toni di una commedia, fino a toccare punti molto più cupi e tragici, soprattutto per quel che riguarda la sorte di Shin.
...vi ho già detto quanto mi sia piaciuta l'interpretazione di Joo Ji Hoon?
Insomma, consigliato a chi ama le storie romantiche, gli intrighi di corte e, fondamentale, l'angst.

Personal Taste
Dorama della MBC trasmesso nel 2010 in 16 episodi. Tratto da un romanzo di Lee Sae In, come attori troviamo Lee Min Ho (visto in Boys Over Flowers qui), Son Ye Jin, Kim Ji Suk, Wang Ji Hye e Ryu Seung Ryong.

La storia, come al solito, inizia col presentarci le vite separate dei due protagonisti; da un lato Jeon Jin Ho (Lee Min Ho) un affascinante e talentuoso architetto, vittima dei sotterfugi di un vecchio rivale; e dall'altro Park Gae In (Son Ye Jin), la quale, ingannata da quella che considerava la sua migliore amica, si ritroverà a presenziare al matrimonio di quest'ultima con... il suo fidanzato!
Ovviamente (e con mia immensa soddisfazione, aggiungerei) la cerimonia viene rovinata e Park Gae In è costretta a tornarsene a casa con la coda tra le gambe. Nel frattempo, Jin Ho è costretto dalle circostanze sfavorevoli a cercare un metodo alternativo per riuscire a vincere la gare per l'appalto di una importante struttura. A questo proposito, si recherà da Gae In per visitare la casa che suo padre, un famoso architetto, aveva costruito sul modello delle tradizionali case coreane. Inizialmente la ragazza lo scaccia, per rispettare la volontà del padre che non voleva assolutamente che qualcuno potesse rubare i segreti del suo progetto. Tuttavia, a causa di un improvviso problema economico, Gae In sarà successivamente costretta ad accettare Jin Ho come coinquilino, rassicurata dal fatto che lei lo crede gay...

Questo Drama è davvero tanto carino, soprattutto all'inizio, per tutte le situazioni esilaranti e al limite dell'assurdo che si creano a causa della presunta omosessualità di Jin Ho. Ma anche la convivenza non si rivelerà affatto facile, perché se da un lato Gae In è una ragazza estremamente disordinata e, oserei dire, zozzona; Jin Ho, al contrario, è una persona pignola ai limiti del sopportabile, che ama l'ordine e la pulizia.
Le cose inizieranno a complicarsi ulteriormente quando uno dei membri della commissione che dovrà valutare il lavoro di Jin Ho si rivelerà gay e il ragazzo, anche per non ferire i suoi sentimenti, almeno inizialmente deciderà di non rivelargli la verità. Oltre a ciò, Gae In gli si rivolgerà in cerca di aiuto, chiedendogli disperata di fare di lei una donna - divertentissimo il dialogo tra i due, soprattutto quando Jin Ho le risponde una cosa tipo "Sai cosa significa quando una donna dice ad un uomo parole del genere?".
Mi è piaciuto tantissimo il personaggio del direttore (Ryu Seung Ryong), la cui storia personale mi ha veramente toccato molto - oltretutto, una persona così buona e gentile non meritava davvero di soffrire così! Stronza di prima categoria è, invece, l'ex migliore amica di Gae In, che ha niente meno che il barbaro coraggio di presentarsi a casa della ragazza e accusarla di essere stata la causa del fallimento del suo matrimonio! Una persona terribilmente egocentrica, il cui unico scopo nella vita non è che cercare di appropriarsi di tutto quello che Gae In ha.
Ammetto di aver trovato le ultime puntate del Drama un po' pesanti, soprattutto quando entrano in gioco il passato di Jin Ho, il ritorno del padre di Gae In e le conseguenze che tutto questo, e molto altro, porterà alla loro relazione - i coreani riescono a ficcare l'angst veramente dappertutto, non c'è che dire! Ovviamente, si tratta pur sempre di una commedia sentimentale, quindi nessuna tragedia in vista, non preoccupatevi!
Ad ogni modo, questa commedia mi sento di consigliarla, sia per i siparietti super divertenti presenti all'inizio - dovuti soprattutto al collega di Jin Ho -, per quanto siano comunque basati principalmente su degli stereotipi; sia per il personaggio di Gae In, che è di certo molto diversa dalle protagoniste che troviamo di solito nei Drama. Una storia abbastanza leggera, che vi farà trascorrere delle ore spensierate e, perché no, potrebbe darvi anche qualche spunto di riflessione.

Secret Garden
Andato in onda nel 2010 sulla SBS, è composto da 20 episodi + uno special. Protagonisti Hyun Bin, Ha Ji Won, Yoon Sang Hyun, Kim Sa Rang, Lee Jong Suk, Yoo In Na, Lee Philip.

La storia racconta di Joo Won (Hyun Bin), un arrogante ed eccentrico CEO, e Gil Ra Im, una povera e sfortunata stuntwoman. I due si conoscono a causa di un malinteso sul set di un film,dove Joo Won scambia la ragazza per l'attrice protagonista e amante di suo cugino, l'Hallyu Star Oska. Quando si rende conto dell'errore, tutto sembrerebbe risolversi, se non fosse che Joo Won inizia a provare una inspiegabile attrazione per Gil Ra Im, la quale non si mostrerà molto felice di queste attenzioni. Oltre a ciò, una strana sequenza di eventi porterà anche ad uno scambio dei corpi tra i due...

Uno dei miei preferiti!
Un Drama dove si possono trovare tutti gli elementi tipici del genere, ma non per questo diventa confusionario o sgradevole. Mi ha appassionato tantissimo sin dalle prime puntate, dove avrei volentieri preso Joo Won a padellate nei cosiddetti per quanto mi dava ai nervi. Poi, fortunatamente, ha cominciato ad essere meno idiota, arrogante, viziato e odioso, così sono riuscita ad apprezzarlo di più, fino ad amarlo. Anche se, devo ammetterlo, il mio personaggio preferito in assoluto è stato Oska (Yoon Sang Hyun), nel quale vengono mischiati in modo eccezionale umorismo e anche una certa dose di dramma, soprattutto per quel che riguarda il rapporto con la sua ex fidanzata Yoon Seul (Kim Sa Rang) - ma quanto sono dolci insieme?!?
Gil Ra Im è sicuramente tra le migliori protagoniste che abbia incontrato, perché è una donna tosta, che sa quello che vuole e che non si lascia manipolare. Forse, a volte, un po' troppo sicura di sé, ma senza mai esagerare. Simpaticissima la sua coinquilina Im Ah Young (Yoo In Na, già vista in Queen In Hyun's Man qui), la quale è anche la protagonista di alcuni episodi alquanto esilaranti.
Bravissimi Hyun Bin e Ha Ji Won nelle loro interpretazioni, soprattutto durante lo scambio dei corpi - Hyun Bin è veramente un grande, in alcune scene mi ha fatto crepare dalle risate -, ma anche nei momenti di maggior tensione - qui con l'angst ci sono andati giù pesante!
Insomma, non ho molto altro da dire, se non che è un Drama bellissimo e che se non l'avete visto dovete farlo immediatamente, perché sono sicurissima che non ve ne pentirete. Una storia per tutti i gusti, che vi farà ridere, piangere ed emozionare, un vero capolavoro.

(Continua!)